L’indicatore RSI o Relative Strenght Index è, come per l’EMA, uno degli oscillatori più usati, creato per rimediare alle complicazioni prodotte dal tempo e alle irregolarità delle trend line dovute alle oscillazioni di mercato.

Segnala le zone di ipercomprato e di ipervenduto e misura l’estensione e la velocità dei prezzi.

L’RSI, rappresentato su una scala da 0 a 100, indica quindi, la tendenza media di chiusura dei prezzi in un periodo di tempo vicino, di solito fissato negli ultimi 14 giorni.

Nel momento in cui i prezzi stanno chiudendo e le candele sono ai livelli alti, l’indice resta maggiore di 50; nel caso contrario lo stesso si sposta sotto il livello 50, quando i prezzi iniziano a chiudere e le candele precedenti pure.

L’RSI è anche l’indicatore di Forex trading, che da la possibilità di comparare la lunghezza totale dei corpi candela.

Raggiunto il livello 70, parleremo di mercato di ipercomprato, di contro raggiunti il livello 30 avremo un mercato di ipervenduto.

Le indicazioni che l’RSI produce si posso dividere in 3 differenti sezioni:

  • Divergente dai prezzi in valuta;
  • Interazione con le linee di tendenza;
  • Spostamento sopra o sotto delle sue linee di attinenza

Al verificarsi di una di queste situazioni avremo:

  • Con un RSI divergente, i prezzi in valuta inviano un segnale considerevole, che ci può far intuire una probabile inversione della tendenza;
  • Con i prezzi che raggiungono un nuovo massimo e l’indicatore che non arriva ad impostare questo nuovo massimo, avremo un’incompatibilità al ribasso;
  • Con i prezzi che sfiorano un nuovo minimo, e l’indicatore segue lo stesso andamento, si verificherà una divergenza rialzista.

Con le linee di tendenza, invece l’RSI, funziona alla perfezione, ogni ciclo di 14 giorni, l’indicatore infrange le sue linee di trend, anticipando di qualche giorno quelle dei prezzi in valuta, rendendo evidente i possibili mutamenti legati alla variazione dell’orientamento di un trend.

In una condizione in cui, si rompe sopra alla sua linea di trend che invece si dirige verso il basso, l’indicatore ci invierà un segnale al rialzo. Nel caso contrario ci troveremo di fronte a un segnale ribassista.

Infine, con un movimento sopra o sotto le sue linee di riferimento, il segnale si riconduce a una zona di ipercomprato o ipervenduto.

Avremo, in una condizione simile, un’indicazione al rialzo, se l’RSI si ricolloca nuovamente sopra il livello 30; contrariamente, avremo un’indicazione al ribasso se il segnale scenderà sotto la linea 70.

Nel caso in cui invece si verifica un movimento al di sopra o al di sotto delle sue linee di riferimento, l’indice torna indietro da una zona di ipercomprato o ipervenduto.

In questo caso si verifica un segnale rialzista, quando l’RSI attraversa nuovamente sopra il livello 30; al contrario, un segnale ribassista, quando l’indice incrocia sotto il livello 70.