Con il termine tasso di cambio ci riferiamo alla relazione di scambio di una valuta con un’altra.

Il tasso di cambio è influenzato da svariate condizioni, come per esempio, il tasso d’interesse stabilito dalla banca centrale che emette la moneta. Generalmente, quei paesi che hanno tassi di interesse effettivi alti, fanno gola ai traders di altri paesi, al punto da accrescere la domanda e il valore della moneta.

Se, ad esempio, avessimo un tasso di cambio tra Euro e Dollaro di 1.24, cambieremmo 1 Euro con 1.24 dollari. Quando abbiamo un tasso di cambio alto tra due monete vuol dire che una delle due ha la possibilità di ‘acquistarne’ più quantitativi dell’altra.

In una fase di tasso di cambio in crescita si parlerà di deprezzamento della valuta straniera; nella fase di tasso di cambio in calo si avrà un apprezzamento della valuta estera. In una condizione di cambi fissi, l’aumento o la riduzione del tasso di cambio vengono denominati svalutazione e rivalutazione.

Tasso di cambio reale

La definizione che meglio esplica il concetto, è quella di un valore che si riferisce ai beni di un Paese relazionati a quelli di un suo partner commerciale.

Per non confonderlo con il tasso di cambio nominale, bisogna tenere a mente che:

  • nel tasso di cambio nominale vengono scambiate due valute;
  • nel tasso di cambio reale vengono scambiati due panieri di beni e servizi simili.

Entrambi però sfruttano un linguaggio simile per alcune terminologie.

Abbiamo 3 condizioni che possono causare oscillazioni del tasso di cambio reale:

  • le oscillazioni del tasso di cambio nominale;
  • l’inflazione nazionale;
  • l’inflazione estera.

Il tasso di cambio reale è apprezzato soprattutto quando i prezzi interni hanno una crescita maggiore rispetto a quelli esteri, o nel caso in cui avviene una rivalutazione dovuta a una decrescita del tasso di cambio nominale o nella condizione in cui, i prezzi esteri, diminuiscono.

Nei casi sopra descritti, l’acquisto, da parte degli esperti del settore, di beni non nazionali ma esteri, rimane più conveniente, sia perché gli esteri risultano essere meno cari, sia perché il costo della valuta estera è più basso. Ne consegue che il paese perde in competitività internazionale.

Nel caso contrario, una diminuzione o deprezzamento dello stesso tasso di cambio reale, comporta a una crescita in competitività, determinata da oscillazioni dei prezzi o dalla svalutazione del tasso di cambio nominale, in poche parole un aumento dello stesso.

Quasi sempre, tolti i periodi extra di iper-inflazione, la variazione del tasso di cambio reale è determinata dal tasso nominale.

Nella condizione in cui il tasso di cambio reale cresce:

  • Saranno indispensabili più merci “nostrane” al posto di prodotti esteri;
  • La situazione che si prospetta è di un deprezzamento in termini reali.

Nella condizione in cui il tasso di cambio reale diminuisce:

  • Saranno indispensabili meno merci “nostrane” al posto di prodotti prodotti esteri;
  • La situazione che si prospetta è di un apprezzamento in termini reali.

Parità dei poteri d’acquisto assoluta e relativa

La parità assoluta dei poteri d’acquisto si verifica nel caso in cui il tasso di cambio reale sia lo stesso per tutti i Paesi.

La parità relativa dei poteri d’acquisto si verifica nel caso in cui il le alterazioni del tasso di cambio reale siano allineate a quelle dei tassi di cambio reali delle altre nazioni.

I riscontri teorici però non danno credito in assoluto a nessuna delle due ipotesi, considerato che negli ultimi decenni si sono verificate rilevanti variazioni dei prezzi.