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Strategia Forex trading: la successione Fibonacci e le onde di Elliott

Strategia Forex trading: la successione Fibonacci e le onde di Elliott

La successione Fibonacci e le onde di Elliott

Ormai si sa che per investire nel mercato Forex trading è necessario conoscere e saper utilizzare diverse strategie Forex, oltre che la conoscenza dei concetti base.
In questo caso impereremo a utilizzare la famosa successione Fibonacci, collegandola alla teoria di Elliott e alle onde medesime, al fine di capire il modo in cui i numeri di Fibonacci vengono utilizzati per effettuare previsioni.

La successione di Fibonacci: definizione

Iniziamo con l’affermare che la cosiddetta successione di Fibonacci è una sequenza di numeri in cui ogni numero è la somma dei due precedenti.
L’inventore pisano è Leonardo Fibonacci, che è stato uno dei più grandi matematici della storia.

La successione di Fibonacci è molto importante grazie ad alcuni elementi specifici che la contraddistinguono come:

  • Abbiamo già detto che un numero si ottiene facendo la somma dei due numeri precedenti;
  • dal settimo numero, dividendo ogni numero per il successivo si ottiene il medesimo rapporto: 0,618;
  • la somma di dieci numeri della serie è sempre divisibile per 11;
  • il quadrato di un numero della serie, meno il quadrato del numero due posizioni prima è sempre un numero di Fibonacci.

Le Onde di Elliot: definizione

Elliott, invece, teorizzò che i mercati finanziari non si muovono in modo casuale, ma al contrario, seguono anch’essi un’armonia riconducibile alla spirale aurea ed ai numeri di Fibonacci. Per spiegare quest’andamento del mercato, Elliott usa delle onde.
Egli pensava che il mercato azionario tendeva sempre al rialzo e ogni ciclo di borsa, la fase rialzista si componeva da 5 onde, mentre quella ribassista solamente da 3.

Le onde possono essere di due tipologie:

  • di tipo impulsivo;
  • di tipo correttivo.

Un’onda impulsiva è nel momento in cui è nella stessa direzione dell’onda di grado superiore. Un’onda correttiva, viceversa, è quando va nella direzione opposta all’onda di grado superiore.

Di conseguenza, si può intuire che:

  • L’onda 3 (2-3) non è mai la più corta delle onde impulsive;
  • In genere una delle tre onde impulsive è più lunga delle altre 2;
  • Le onde correttive 2 e 4 si alternano spesso di forma, ovvero se una è caratterizzata da una forma composta, l’altra molto probabilmente sarà semplice;
  • Può verificarsi il “fallimento” dell’ultima onda impulsiva, cioè l’onda 5 non riesce a superare il massimo dell’onda 3;
  • L’onda 2 non ritraccia mai completamente l’onda 1;
  • L’onda 4 non ritraccia mai completamente l’onda 3;
  • L’onda 4 non ritraccia mai fino all’onda 1;
  • L’onda 3 perfora sempre il massimo dell’onda 1;
  • L’onda 3 non è mai la più corta, anzi è spesso la più lunga;
  • Ogni onda è differente dalle altre.

Come si può notare, i gradi delle onde sono in totale 9, denominate nello specifico: Sotto-micro; Micro; Piccolo; Minore; Medio; Primario; Ciclo; Super-ciclo; Mega-ciclo.

Le Onde impulsive e correttive

Il momento della rottura del canale avverte, in genere, la fine delle onde impulsive e l’inizio di quelle correttive.
Ricordate che sono onde che vanno nella direzione opposta al trend principale e il loro tratto distintivo è che sono formate da 3 onde.

Si dividono a loro volta in due tipi:

    • Verticali: si muovono violentemente nella direzione opposta al trend principale, con movimenti bruschi e repentini.
    • Orizzontali: ritracciano in maniera più tenue, muovendosi quasi lateralmente.


La classica struttura a
zig-zag è formata da una sequenza di sotto-onde 5-3-5. Ciò significa che la prima onda sarà formata da 5 sotto-onde, la seconda da 3 e la terza ancora da 5. La sequenza, quindi, delle sotto-onde è 3-3-5 e vien chiamata piana perché si muove in un andamento quasi laterale.

Tale sequenza indica un’estrema forza del trend principale e, di conseguenza, è possibile aspettarsi, dopo la formazione di quest’onda correttiva, una forte onda impulsiva.
La struttura è conosciuta come struttura triangolare, perché ricorda quella di un triangolo, appunto. Essa è formata da una sequenza di sotto-onde 3-3-3-3.

La relazione tra la successione Fibonacci e le onde di Elliott

La relazione tra la sequenza di Fibonacci e le onde di Elliott si riscontra a sua volta nelle relazioni tra le diverse onde.
Quest’ultime si riscontrano in particolar modo nella durata e nell’ampiezza delle onde.

Per esempio la percentuale di ritracciamento delle onde correttive su quelle impulsive è, in genere, del 61,8%, ovvero il rapporto aureo di Fibonacci, citato in precedenza.
Ulteriori valori percentuali di ritracciamento prevedibili sono 23,6%, 38,2%, 50% e 75%.

Nelle onde correttive tende spesso a maniferstarsi una correlazione tra la onda A e la onda C. In genere anche questa correlazione richiama un numero di Fibonacci, mentre è molto meno probabile una correlazione tra l’onda B e le altre.

È difficile inoltre che accada che l’onda C finisca a una distanza pari a 0,618 l’onda A, oltre il minimo di quest’ultima onda.

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