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Fai pratica con 10000€ gratis!Bid & Ask sono l’equivalente inglese di domanda e offerta, elementi la cui conoscenza è indispensabile per operare con successo nel trading.

Entriamo nel dettaglio con una descrizione esaustiva dell’uno e dell’altro. Il prezzo bid è quel prezzo in corrispondenza del quale un dealer è disposto ad acquistare uno strumento finanziario. Contrariamente il prezzo ask indica il prezzo per il quale il dealer è disposto a vendere uno strumento finanziario.

Il prezzo ask, chiamato anche offer, è superiore al prezzo bid.

Quando parliamo di best bid, facciamo riferimento al più elevato prezzo bid con il quale potremmo interfacciarci nel mercato.

Il best ask è il più basso prezzo ask sul mercato.

La BBO, Best Bid and Offer, è quella quotazione di mercato che riporta il best bid e il best ask disponibili sul mercato. Il bid ask spread è il risultato della differenza tra best ask e best bid.

Il bid ask è quel margine di profitto che il dealer può negoziare, basandosi su quegli strumenti di proprietà appartenenti al proprio portafoglio, definito inventory.

Il bid ask corrisponde al costo di transazione implicito che l’investitore prende in esame, che si differenzia  dal principale costo di transazione esplicito, ossia la commissione pagata.

Il bid ask spread è un concetto che ritroviamo all’ interno dei mercati ad asta, ed in tal caso è il risultato della differenza tra la miglior proposta in vendita e quella in acquisto presente sul mercato.

Semplificando, Bid e Ask  sono i migliori prezzi di acquisto e di vendita di un titolo. Entriamo nel dettaglio per comprenderne appieno il loro funzionamento.

Quando in borsa viene comprato un bene, l’ acquisto di questo risponde ad uno specifico prezzo, e quando vuoi venderlo lo vendi ad un prezzo diverso da quello di acquisto, anche nel caso in cui il titolo rimanga stabile.

Riportiamo un esempio. Azione FIAT quotata a 10 €; nel caso in cui voglia procedere con un acquisto, dovrei controllare il prezzo di acquisto. Il prezzo è 11 €, mentre quello di vendita 9 €.

Nonostante la quotazione di FIAT a 10 € chi vuole comprare deve comprare a 11 € nel caso in cui l’obiettivo sia quello di vendere, bisognerebbe scendere a 9 €.

Lo spread è appunto la differenza tra prezzo di acquisto e di vendita. Nella pratica lo spread è inferiore all’esempio, proposto al solo scopo didattico.

Questi prezzi di acquisto e di vendita, come detto sopra, vengono definiti livello internazionale Bid e Ask, mentre Italia si chiamano Denaro e Lettera.

  • Prezzo di Acquisto = Bid (Denaro);
  • Prezzo di Vendita = Ask (Lettera).

Prezzi di acquisto e di vendita vengono definiti come migliori in quanto più convenienti rispetto a tutte le proposte di coloro che vogliono comprare e vendere.

Riprendendo l’esempio precedente, il prezzo Ask (Lettera) di 9 € era la migliore proposta di tutti i venditori. Si può incorrere in situazioni in cui i venditori vendono 1000 azioni a 9,05 €, ed altri venditori vendono 500 azioni a 9,10 € e altri ancora a 9,00 €. Questo risulta essere il prezzo più conveniente per chi compra, pertanto quello che verrà visualizzato.

Necessaria è la copertura tra i venditori. Nel caso di 250 azioni in vendita a 9,00 €, volendone comprarne 251 a 9,00 €, questo non sarà possibile in quanto l’azione numero 251 non è in vendita a 9,00 €. Di conseguenza risulterà un ordine parziale rispetto a quello preventivato.

Stesso discorso, al contrario, per il prezzo Bid (o Denaro).

Bid e Ask, Denaro e Lettera hanno un’origine storica, risalente alle primissime contrattazioni nelle  borse del 1500, che si svolgevano all’interno di un palazzo, luogo prescelto per lo scambio di titoli. I compratori vendevano Denaro, i venditori offrivano la Lettera, ossia un documento cartaceo.

Da qui la derivazione di questi due nomi.

Dunque lo spread è la differenza tra Bid e Ask, Denaro e Lettera.

  • Spread = Bid – Ask (Spread = Denaro – Lettera).

Lo spread in alcuni mercati rappresenta il corrispettivo da pagare per portare avanti un’operazione. I prezzi Bid e Ask sono i due elementi principali che ritroviamo in ogni mercato: azioni, Forex, materie prime, indici etc.

L’ immagine sottostante spiega il funzionano Bid e Ask (o Denaro e Lettera):

Questa è la mascherina del mio Broker per acquistare o vendere contratti sull’Euro Dollaro nel Forex. Posso comprare a 1,41143 e vendere a 1,41123. Lo spread è 2 pip (le cifre decimali evidenziate in grassetto). Questa quantità rappresenta la commissione che pago in ogni operazione.

Mi basterà spingere il pulsante Compra per investire, e guadagnerò dopo che il prezzo si sarà spostato di almeno 2 pip.

Stesso discorso per le azioni, per gli indici, per le materie prime etc.

Possiamo identificare con il termine spread anche la perdita che si ha avrebbe se si comprasse e si rivendesse nello stesso istante. Per comprenderne il meccanismo basta riprendere l’esempio precedente sul titolo FIAT: compro a 11 € e rivendo subito a 9 €, registrando una perdita di 2 €.

Il guadagno ottenuto da ogni operazione, deriva dall’ oscillazione del prezzo nella mia direzione con una quantità maggiore dello spread.

Lo Spread

Con il termine inglese, spread, viene indicato, in ambito finanziario, un differenziale di prezzo.

Quindi parlando di spread o di differenziale, parleremo della stessa cosa.
Nasce dalla comparazione di due titoli di natura identica, generalmente si tratta di obbligazioni, di cui uno preso come riferimento.

Citandone uno tra i più famosi, troviamo il Bund decennale tedesco paragonato allo stesso titolo di Stato emesso dal nostro paese.

Paragonando il rendimento del Btp italiano a quello tedesco, la differenza che ne risulta rappresenterà quello spread che per i traders individua il punto di riferimento nella scelta di investimento in titoli del debito pubblico.

Il confronto del nostro Btp con il Bund tedesco è quello che meglio indica lo spread, poiché i titoli di stato tedeschi sono considerati i più solidi con utili più bassi.

Il linguaggio dello spread

Quante volte ci sarà capitato di sentir parlare di spread, outlook, downgrade e default, mentre distrattamente ci occupavamo di faccende casalinghe, di sicuro più avvincenti che seguire la rubrica finanziaria del telegiornale? Questa terminologia ormai fa parte del nostro vocabolario, anche se in alcuni casi, ancora è tutta da scoprire e approfondire.

È interessante sapere e conoscere questi termini finanziari, se si vuole avere la possibilità d’investire con scelte mirate e coscienziose, nel Forex trading.

La Spread: l’indicatore che si fa notare

Come abbiamo accennato precedentemente, con spread, termine inglese, ci riferiamo alla parola italiana “differenziale”. Con la crisi dei mercati finanziari, si è acuito l’uso di questo termine, soprattutto per indicare il differenziale tra il Bund a dieci anni (titolo di Stato tedesco con scadenza a medio o lungo termine) e le emissioni di titoli di stato dei Paesi confinanti con la stessa scadenza.
Perciò, in un ipotetico investimento, se con il titolo di stato tedesco avremo un rendimento del 2% e il nostro Btp il 6%, il differenziale o spread si totalizzerà al 4%, con 400 punti base.

Ma come si generano le differenze di rendimento? Il prezzo sui mercati è dato dall’incontro fra domanda e offerta, e visto che la Germania è il paese che garantisce più di tutti in fatto di investimenti, lo stato tedesco ha il lusso di offrire redditi moderati, con un seguito di investitori.

Considerato che la Germania è considerato un porto sicuro per gli investimenti, il Governo tedesco può permettersi di proporre rendimenti contenuti, trovando investitori allettati.

Nel caso invece del nostro Paese, con un debito pubblico alto al al 132,6% del PIL (2013), il rendimento dovrà essere alzato per attrarre investitori.

Lo stato di salute del Paese s’identifica dall’andamento dello spread, se si riduce, vuol significare che investire sull’Italia è meno preoccupante, contrariamente lo è quando si allarga.
Perciò, sulla base di queste condizioni, il rendimento che lo Stato italiano propone, se alto, richiede una maggiore spesa per l’Italia.
Per fare questo, cioè colmare il gap, conseguentemente, si devono aumentare le tasse o ridurre la spesa, in alternativa scegliere che il rapporto tra debito e Pil si allarghi.

Il Paese e le aziende in prospettiva

Sentiamo parlare molto, oggi, di agenzie di rating, che hanno lo scopo di esaminare la caratteristica di un debitore, Stato o azienda che sia, nell’istante in cui immette un titolo obbligazionario.

Le più conosciute sono Moody’s, Standard & Poor’s e Fitch, e lavorano tutte allo stesso modo, studiando la solvibilità del debitore, sintetizzando un giudizio espresso in lettere (esempio della Standard & Poor’s):

– AAA relativo ai debitori più saldi,
– AA A relativo ai debitori con alta capacità di pagare il debito
– A relativo ai debitori con solida capacità di ripagare il debito, con probabili influenze da situazioni contrarie
– BBB relativo ai debitori con adeguata capacità di rimborso, col rischio che possa peggiorare
– BB,B relativo ai debitori con debito prevalentemente speculativo
– CCC, CC relativo ai debitori con debito altamente speculativo
– D relativo ai debitori di una società insolvente

Queste informazioni sono esaminate attentamente dai traders al momento di pianificare un proprio investimento. Se un giudizio su un debitore scende di valore da AAA ad AA, si avrà un downgrade, in fase di miglioramento avremo un upgrade.

La verifica di un giudizio non è per forza accompagnata da una dequalificazione o una promozione, ma spesso la revisione si limita ad elaborare un’indicazione, in prospettiva, del debitore nell’arco temporale da sei mesi a due anni. Questo passaggio si chiama outlook.

Ad esempio se uno Stato, avesse una qualità finanziaria non buona, si potrebbe ritrovare con un merito creditizio confermato, ma con un outlook negativo. È simile a una sentinella in allarme, se l’emittente non riuscisse a farsi carico dell’impegno economico preso, rischia un downgrade, una svalutazione, nella seguente verifica.

Dichiarazione di insolvenza

Con la parola default, indichiamo, in italiano, il termine insolvenza, che rappresenta l’incapacità di osservare alle date di scadenza di un debito o di rispettare le condizioni di un patto.

Sono insolventi le società o lo Stato che non hanno la capacità materiale di ripagare gli interessi sui Btp o di rendere indietro il capitale preso in prestito alla scadenza dei patti.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a una serie di famosi default, l’Argentina, La Russia, la Cina e lo scandalo Parmalat per citarne alcuni …

I risparmiatori che avevano acquistato le loro azioni si sono ritrovati con il vuoto in mano, e in rarissimi casi si è riusciti a recuperare una parte del capitale investito, e molto spesso sono state fatte cause alle banche che li hanno consigliati erroneamente nell’acquisto.

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