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L’oscillatore stocastico è uno strumento tecnico di analisi algoritmica, utilizzato come indicatore per ottenere risultati positivi nel trading, adoperato dagli investitori online per fare trading di qualità.

Cosa è l’Oscillatore stocastico

Quando parliamo di oscillatore stocastico, facciamo riferimento a quell’ indicatore o grafico presente non solo nelle opzioni binarie ma anche e soprattutto nei mercati del Forex.
Tale strumento ci consente di analizzare i massimi e i minimi del mercato, basilare per individuare quei segnali di trading definiti come ipercomprato o ipervenduto.
Nei grafici commerciali consente di ottenere risultati sorprendenti e ogni qualvolta si verifica un movimento di salita o discesa bisognerebbe operare attraverso un’opzione “CALL” o “PUT”.

L’oscillatore stocastico ha un valore compreso tra 0 e 100.
Definiamo una situazione di ipercomprato nel caso in cui le linee superino l’80%, al contrario ci troveremo difronte ad una situazione di ipervenduto quando le linee saranno al di sotto del 20%.
Questi valori possono essere trasformati e adattati come mezzo finanziario prescelto per fare il nostro trade non essendoci dei paramentri considerati assoluti da adoperare con una tecnica piuttosto che un’altra.

Il lato distintivo ed entusiasmante del fare forex trading è proprio la strategia da poter scegliere e personalizzare in base alla professionalità e conoscenza di ogni singolo trader per giungere così ad un modello di trade comprensivo di quegli strumenti e previsioni più idonei per noi, un vero e proprio modello stocastico appunto.

Notiamo parametri più in uso di altri, in quanto ritenuti in grado di operare meglio pur non assicurando guadagni sicuri al 100%.

Con l’immagine sottostante proseguiamo nella spiegazione del concetto di modello stocastico entrando più nel dettaglio.

Modello stocastico

Modello stocastico

L’indicatore stocastico è lo strumento maggiormente adoperato per fare previsioni di mercato, e come per gli altri, da non considerare attendibile in assoluto.

Consigliamo pertanto di utilizzare diversi strumenti d’analisi in contemporanea per previsioni di forex trading più efficaci.

Il calcolo dell’oscillatore stocastico e la sua formula

Entriamo nel dettaglio per comprendere le modalità di calcolo e rappresentazione di un oscillatore stocastico all’ interno di un diagramma.

Da una prima analisi si evidenzia la sua struttura a due curve:

1° Curva: definita fast stochastic o % di k line identificabile in quella di colore blu all’interno del grafico.

La formula per ottenerla si sviluppa in questo modo:
% K = 100 * [(CHIUSURA – MINn) / (MAXn – MINn)]

con:
MINn = minimo degli ultimi n giorni;
MAXn = massimo degli ultimi n giorni;
CHIUSURA = prezzo di chiusura di oggi;

Tale formula ci spiega il modo in cui l’oscillatore stocastico si determina relativamente alla fascia d’ampiezza delle candele, mettendo a confronto il prezzo della chiusura con il prezzo minimo, nell’arco di tempo costituito da altrettanti periodi (pari per esempio a 15) e successivamente il prezzo massimo dello stesso insieme di periodi (sempre 15).

Sostituendo alle lettere i numeri ci notiamo che:
%K = 100[(C − L15)/(H15 − L15)]

2° Curva: detta slow stochastic o % D line; filtrando i movimenti variabili del fast stochastic, disegna una media della % K line. La media mobile considerata, quasi sempre comprende 3 periodi, e ha come obiettivo ultimo quello di apportare un effetto.

Il fine principale della media mobile è quello di creare un effetto di sovrapposizione con la linea %K .
% D line = media mobile (% K).

Ora è lecito domandarsi che significato abbia la %K?
La %K rappresenta, nel periodo di tempo esaminato, la percentuale del prezzo di chiusura.

Formula oscillatore stocastico

Formula oscillatore stocastico

Qui di seguito l’analisi del grafico.

Possiamo vedere come la linea blu d’ipervenduto e quella rossa d’ipercomprato, si collocano ai livelli 20 e 80 del campo d’azione.
Vengono a generarsi così 3 zone:

Prima zona con range 0-20.

Se lo stocastico si colloca in quest’area, il segnale è indice di tipo trend in continuo ribasso. Con valore meno di 20 avremo una situazione di ipervenduto, destinata a cambiare in tempi brevi, con ovvia inversione rialzista.

In una posizione di valore superiore al 20, avremo il verificarsi probabile di un’inversione di tendenza.
Seconda zona con range 20-80.

L’area, tra il livello 20 e l’80, è una zona ritenuta neutra per l’oscillazione. Generalmente succede spesso che il trader consideri il prolungamento del trand fino a toccare la soglia dell’80.

Terza zona con range 80-100.
Nella terza zona compresa tra i livelli 80-100 troveremo facilmente trend al rialzo.
Con i prezzi ai massimi avremo un quadro d’ipercomprato, con possibile inversione ribassista.

In breve:
Siamo giunti in contatto con una condizione d’ipervenduto e una d’ipercomprato, in attesa che l’oscillatore stocastico collochi le proprie linee nello spazio d’azione tra le due condizioni estreme (20-80) avendo così:

– Un prezzo in situazioni d’ipercomprato;
– Un prezzo in condizioni d’ipervenduto.

Prendete in esame nello specifico le 3 zone, adoperare tale indicatore significa, per un trader, mettere in evidenza le aree d’inversione del trend, cioè:

1. tendenza al ribasso (livello 80);
2. tendenza al rialzo (livello 20).

Nell’analizzare ancora il grafico, possiamo notare come la sovrapposizione tra le due linee crea degli incroci.
Tale passaggio non va sottovalutato in quanto la tendenza della linea blu cambia il suo corso incrociando la linea rossa, portando ad un segnale d’acquisto.

Il calcolo stocastico risultante sarà: % D line incontra % K line.

L’oscillatore stocastico ci aiuterà anche nell’ evidenziare quelle divergenze che produrranno un cedimento del trend, ben raffigurante dal seguente grafico, che mostra due massimi con un indicatore che, invece, sottolinea un movimento al ribasso.

Varianti di indicatori stocastici

Prendiamo in esame i 3 tipi di oscillatore stocastico più conosciuti:
1. stocastico lento o low stocastic;
2. stocastico veloce o fast stocastick;
3. stocastico completo o full.

La differenza principale tra i primi due è che, lo stocastico lento, è meno condizionato dalle variazioni dei prezzi, di conseguenza produrrà falsi segnali in misura minore.

Cerchiamo di comprenderne il funzionamento.

L’oscillatore stocastico veloce, che raffiguriamo con la linea blu, è il risultato del rapporto in percentuale tra il prezzo di chiusura e una certa forbice di prezzo.

La sua caratteristica d’iper reattività rende la sua applicazione più complessa, proprio per la sua qualità che ne fa un difetto.
Nel caso dell’oscillatore stocastico lento invece, la linea della %K è costruita come media mobile. Il frangente utilizzato è posto pari a 3 periodi della linea %D.

L’oscillatore stocastico completo, è l’indicatore più usato tra i vari traders.
Questo indicatore ci consente di impostare tutti quei valori indispensabili e il numero di periodi da considerare (ovvero il il numero di periodi di %K e del %D) per il nostro trading binario.

I parametri di precisazione dell’oscillatore stocastico

Il suo nome corrisponde alla sua natura, cioè un oscillatore che si muove all’ interno di un insieme, stabilito a priori, di valori compresi tra 0 a 100.

Nel caso di un titolo al ribasso o al rialzo, l’oscillatore stocastico sarà sottoposto ad una variazione tra 0 e 100. I prezzi vanno costantemente tenuti sotto controllo anche quando posizionati nelle zone d’ipercomprato e ipervenduto, in quanto non è scontato possano verificarsi cambi di tendenza repentini.

L’indicatore si colloca in queste zone per segnalare trend sostenuti, solidi e ben delineati.

L’oscillatore conserverà, per un periodo mediamente lungo, una collocazione stabile e fissa.

Importante perciò non utilizzarlo come fosse un automatismo in quei casi in cui individua segnali contro trend. Di contro, nelle fasi di non trend o fasi laterali possiamo considerarlo un idoneo indicatore di segnali.

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